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Partito politico membro di diritto del Movimento Europeo - Italia


MOVIMENTO EUROPEO
CONSIGLIO ITALIANO
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PRIMO INCONTRO ITALIANO IN VISTA DI UNA CONFERENZA EUROPEA SUL FUTURO DELL'EUROPA


1. Un primo incontro di organizzazioni politiche, economiche, culturali e della società civile italiane sul tema della Conferenza europea sul futuro dell'Europa proposta dal Presidente Macron si è tenuto il 6 Settembre 2019 nella sede del CNEL all'iniziativa di Pier Virgilio Dastoli (Presidente del Movimento europeo – Italia). Hanno partecipato all'incontro cinquantaquattro rappresentanti delle predette organizzazioni della società civile italiana nonché due rappresentanti del Movimento francese “La République en Marche” promosso dal Presidente Macron (vedere in allegato 1 una lista delle persone che hanno dato la loro adesione all'incontro).
2. Tutti gli intervenuti nel dibattito (22 partecipanti) hanno condiviso, sia pure con accenti e motivazioni diverse, l'opportunità di appoggiare l'iniziativa di una Conferenza europea sul futuro dell'Europa promossa dal Presidente Macron al fine di rilanciare il progetto europeo, costruire una sovranità europea e modificare, se necessario, la governance dell'Unione europea. Alcuni partecipanti (in particolare l'Ambasciatore Nelli Feroci) hanno espresso un atteggiamento di prudenza nei riguardi dell'iniziativa, almeno finché non si conosceranno più chiaramente il mandato e le modalità di organizzazione della Conferenza. Altri partecipanti (in particolare Roberto Della Seta) hanno espresso l'opinione che non si dovrebbe affidare alla Conferenza compiti che non le competono (quali ad esempio decisioni che spettano alle Istituzioni europee) e che sarebbe pertanto opportuno circoscrivere il suo mandato all'esame dei meccanismi della governance europea. Altri partecipanti (in particolare il Prof. Baldassarri, l'Ambasciatore Melani e Giuseppe Scognamiglio) hanno sottolineato la necessità di operare cambiamenti nella governance dell'Europa, anche perché se i sovranisti hanno globalmente perso le elezioni europee, hanno comunque aumentato i loro consensi e potrebbero ottenere ulteriori consensi nel 2024 se l'Unione europea non fornisse la prova di poter modificare il suo funzionamento e le sue politiche. Altri partecipanti (in particolare Giorgio Anselmi, il Prof. Messori e il Prof. Pinelli) hanno condiviso la necessità di sfruttare le nuove possibilità offerte dal cambiamento del clima politico. Per Giorgio Anselmi è necessario attribuire una vera capacità fiscale all'Eurozona poiché la sfida del bilancio europeo è la madre di tutte le battaglie. Il Prof. Messori ha sostenuto la necessità che l'Unione europea non sia ridotta a potenza economica di secondo rango e che vada completata di conseguenza l'Unione economica e monetaria. Inoltre occorre preservare e rafforzare il modello sociale europeo attuando le disposizioni del pilastro europeo dei diritti sociali adottato a Goteborg. Per il Prof. Cesare Pinelli, non ci si può limitare a gestire l'esistente. Pertanto la Conferenza costituisce la premessa per una proposta concreta di riforma dei Trattati.
3. L'Ambasciatore Cangelosi ha condiviso la necessità di rilanciare il dibattito sul futuro dell'Europa. Occorrono obiettivi chiari, quali contenuti nella Dichiarazione di Laeken del 2001. La Conferenza dovrebbe discutere il ruolo futuro dell'Europa e non le politiche specifiche dell'Unione europea. Il Prof. Baldassarri ha sostenuto la necessità di sfruttare questa nuova finestra di opportunità per passare dall'attuale Europa intergovernativa ad un modello federale. Per l'Ambasciatore Melani è importante attribuire una capacità fiscale alla zona Euro con nuove risorse proprie. Il Presidente Treu ha confermato che il Comitato economico e sociale è disponibile a partecipare alla riflessione sul futuro dell'Europa istituendo dei gruppi di lavoro, come suggerito dal Movimento Europeo. Nicoletta Teodosi ha sottolineato la novità della Conferenza proposta da Macron che non sarà una Conferenza intergovernativa ma permetterà di coinvolgere i cittadini e le organizzazioni della società civile. Ha condiviso la necessità di rafforzare il modello socialeeuropeo attraverso un reddito o un salario minimo europeo. I due rappresentanti della “République en marche” hanno fornito informazioni sullo svolgimento del “débat citoyen” organizzato in Francia sul futuro dell'Europa che ha permesso di contattare 230.000 nuclei familiari e di ricevere circa due milioni di contributi che sono in corso di analisi. I due rappresentanti dell'Intergruppo federalista del Parlamento italiano (la Sen. Garavini per il Senato e l'on. Tabacci per la Camera) hanno sottolineato i progressi compiuti dal fronte europeista e l'opportunità di utilizzare la Conferenza per sviluppare il modello federale. Laura Garavini ha proposto di aggiungere la difesa e la sicurezza ai temi da trattare nella Conferenza e ha chiesto al Movimento europeo di alimentare la riflessione con proposte concrete. Gianluca Giovannucci ha sottolineato la necessità di coinvolgere i giovani nella Conferenza utilizzando le reti esistenti quale l'EUCA. L'Ambasciatore Bova ha giudicato importante l'istituzione di gruppi di lavoro che possano facilitare il coordinamento della posizione italiana in seno alla Conferenza. Il rappresentante del Movimento Volt Italia (Alessio Zuddas) si è dichiarato pronto a contribuire ai lavori della Conferenza. La riforma della governance europea e l'applicazione del pilastro sociale dovrebbero essere le priorità. Bruno Marasà ha sottolineato l'importanza della reintroduzione dell'educazione civica nelle scuole con riferimento al progetto europeo.
4. Nella sua introduzione al dibattito, Pier Virgilio Dastoli ha ricordato l'origine della proposta di Conferenza europea lanciata dal Presidente Macron nella sua lettera del 4 Marzo scorso ai cittadini europei nonché le scarse reazioni che le hanno fatto seguito (a parte una risposta piuttosto critica della nuova Presidente della CDU tedesca). Il Presidente Macron ha evitato di qualificare la sua iniziativa con il nome di Convenzione per evitare di fare riferimento al testo del Trattato Costituzionale elaborato dalla Convenzione di Giscard d'Estaing e respinto dal popolo francese nel referendum di Maggio 2005 (come anche ogni riferimento all'art. 48 TUE che stabilisce le procedure per una revisione dei Trattati). L'iniziativa di Macron non contiene alcuna precisione né sul mandato della Conferenza né sui partecipanti né sulla forma delle sue eventuali conclusioni. Ci si aspetta che tali precisioni vengano apportate dal Consiglio europeo del prossimo Dicembre. Si prevede anche che la Conferenza inizi i suoi lavori nel primo semestre 2020 e che li concluda nel primo semestre 2022 (sotto Presidenza francese). Dastoli ha ricordato che nella Dichiarazione di Laeken del 2001 era previsto che le conclusioni della Convenzione sarebbero state sottoposte ad una Conferenza intergovernativa. Il Movimento europeo propone invece di affidare un ruolo costituente al Parlamento europeo che potrebbe sottoporre un suo progetto di riforma dei Trattati sia direttamente ai Parlamenti nazionali (come il progetto Spinelli del 1984) oppure ad un referendum paneuropeo. Sul piano organizzativo, Dastoli ha proposto la creazione di gruppi di lavoro in seno al CNEL che potrebbero essere presieduti da alcune delle organizzazioni che hanno aderito all'incontro promosso dal Movimento europeo.
5. Nel suo intervento conclusivo, Virgilio Dastoli ha condiviso l'idea di convocare una Convenzione dei giovani sul modello di quella del 2002 presieduta da Giacomo Filibeck. Ha reiterato la posizione del Movimento Europeo a favore di affidare un ruolo centrale, essenzialmente costituente, al Parlamento europeo al fine di rendere efficace la Conferenza nonché l'opportunità di evitare che le conclusioni della Conferenza proposta da Macron siano sottoposte ad una Conferenza intergovernativa. Se la Conferenza europea concludesse i suoi lavori nel primo semestre 2022, il Parlamento europeo avrebbe il tempo di sottoporre una proposta di revisione dei Trattati nell'attuale legislatura. Dastoli ha sottolineato l'opportunità di superare le disposizioni dell'art. 48 TUE e si è impegnato ad inviare una nota operativa alle organizzazioni presenti al fine di facilitare il coordinamento in vista della Conferenza.


SECONDO INCONTRO ITALIANO IN VISTA DI UNA CONFERENZA EUROPEA SUL FUTURO DELL'EUROPA


1. Un secondo incontro di organizzazioni politiche, economiche, culturali della società italiana sul tema della Conferenza europea sul futuro dell'Europa, proposta dal Presidente Macron, si è tenuto il 25 Ottobre 2019 nella sede del CNEL (Villa Lubin) all'iniziativa del Presidente del Movimento europeo italiano Pier Virgilio Dastoli. Hanno partecipato all'incontro una quarantina di rappresentanti delle predette organizzazioni della società civile italiana. Alcuni rappresentanti non hanno potuto partecipare all'incontro a causa dello sciopero dei trasporti promosso da alcuni sindacati (vedere in allegato 1 la lista delle associazioni che hanno dato la loro adesione all'iniziativa).
2. Principali orientamenti emersi dal dibattito.
Una buona parte dei partecipanti hanno espresso la loro preoccupazione per le incertezze esistenti sulle finalità e gli obiettivi della Conferenza. Tale preoccupazione è legata principalmente allo scarso interesse manifestato finora dai governi dei paesi dell'Unione europea nei riguardi della Conferenza proposta dal Presidente Macron nella sua lettera ai cittadini europei. Inoltre, in seno al Parlamento europeo si è manifestata una divergenza di opinioni sul ruolo della Conferenza (la Commissione degli Affari Costituzionali presieduta da Tajani si è espressa a favore di un dibattito iniziale su temi “istituzionali” quali la procedura di scelta del Presidente della Commissione europea, le liste transnazionali e la riforma dei partiti politici europei, mentre la Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici sembra preferire che la Conferenza discuta temi di sostanza legati alle politiche europee). A tale riguardo, una buona parte degli intervenuti nel dibattito hanno condiviso l'opinione – espressa inizialmente da Franco Ippolito della Fondazione Basso – secondo cui, per riconquistare l'affectio societatis dei cittadini europei nei riguardi del progetto europeo, occorre occuparsi in priorità delle politiche europee e non dei temi istituzionali proposti dalla Commissione AFCO. Allo stesso tempo, buona parte degli intervenuti hanno sottolineato la necessità di organizzare un metodo di lavoro itinerante della Conferenza nei vari paesi dell'Unione europea (al contrario della Convenzione presieduta da Giscard d'Estaing nel 2002/2003, che aveva privilegiato un metodo di contatti con le organizzazioni della società civile concentrato a Bruxelles, qualificato dall'espressione “Brussels speak to Brussels”). Occorre al contrario un metodo di lavoro transnazionale che permetta ai governi e alle Istituzioni europee di discutere le rivendicazioni delle organizzazioni rappresentative della società civile nei vari paesi dell'Unione europea.
Altri temi che hanno riscosso un largo consenso nel corso del dibattito sono stati la necessità di mettere al centro dei lavori della Conferenza la difesa dei valori dell'Unione europea quali indicati nell'art. 2 del Trattato di Lisbona, in particolare lo Stato di diritto attualmente messo in discussione in alcuni paesi dell'Unione nonché la necessità di comunicare all'opinione pubblica, e in particolare ai giovani, i vantaggi arrecati dall'Unione europea nella sua attività legislativa.
In conclusione, i partecipanti hanno condiviso l'indicazione del Presidente Dastoli di redigere una nota sul metodo di lavoro della Conferenza che riprenda gli orientamenti largamente condivisi nel corso del dibattito e che possa essere utile al governo italiano nella preparazione della sua posizione in vista della Conferenza.

3. Interventi individuali dei partecipanti.
Patrizio Caligiuri (CNEL) ha ricordato l'esperienza del CNEL nel promuovere una consultazione dei giovani sul futuro dell'Europa e ha confermato la volontà del Comitato di costituire la casa comune delle organizzazioni italiane interessate alla tenuta e alla riuscita della Conferenza.
Virgilio Dastoli (Movimento europeo) ha indicato gli ultimi sviluppi intervenuti nei riguardi della Conferenza dopo la prima riunione del 6 Settembre, in particolare l'intenzione della Commissione AFCO del PE di discutere inizialmente alcuni temi di natura “istituzionale” quali la procedura di scelta del Presidente della Commissione europea (“Spitzenkandidaten”), le liste transnazionali, la procedura elettorale e la riforma dei partiti politici europei. Tale intenzione non è stata condivisa dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici del PE. Un dibattito avrà luogo nella seduta plenaria del PE a Dicembre dopo l'entrata in funzione della Commissione Von der Leyen. L'opinione prevalente attualmente è che il PE dovrebbe utilizzare i risultati della Conferenza per presentare una proposta di revisione dei Trattati e di convocazione di una Convenzione ex art. 48 TUE. La Conferenza dovrebbe evitare una consultazione della società civile basata sul metodo “Brussels speak to Brussels” della Convenzione giscardiana nel 2002 ma si discute ancora se farne o meno una Conferenza itinerante nei vari paesi dell'Unione e sul metodo di coinvolgimento dei cittadini europei e delle loro organizzazioni rappresentative. I governi nazionali esitano finora a prendere posizione, mentre la Commissione europea e il PE hanno istituito delle Task-force interne per coordinare la loro posizione in seno alla Conferenza.
Franco Ippolito (Fondazione Basso) ha sottolineato che non si potrà aumentare l'affectio societatis dei cittadini europei verso l'Unione europea discutendo i temi istituzionali. I problemi dei cittadini riguardano il welfare e non la procedura di scelta del Presidente della Commissione. Inoltre occorre invertire la tendenza dell'opinione pubblica discutendo il progetto europeo nei vari paesi e non a Bruxelles. Michele Valensise (Centro italo-tedesco Villa Vigoni) ha condiviso la necessità di discutere i temi che abbiano un impatto sulla popolazione. Occorre una contaminazione sul piano transnazionale su temi scelti dal basso. L'Ambasciatore Nelli-Feroci (Istituto Affari internazionali) ha condiviso la necessità di dibattere prioritariamente le politiche dell'Unione e non i temi istituzionali. Il tema dell'integrazione differenziata - oggetto di uno studio dell'IAI – è quello che può operare una sintesi tra politiche e Istituzioni. Francesco Petrelli (Forum Terzo Settore e CONCORD Italia) ha sottolineato la necessità di discutere il tema della democrazia in un momento in cui si stanno restringendo gli spazi di espressione della società civile. A suo parere i due temi prioritari sono il rinnovamento del modello sociale europeo e le relazioni tra l'Europa e l'Africa. Occorrerà poi esaminare le modalità di una modifica della governance europea. Riccardo Sessa (SIOI) ha ritenuto che occorra ripartire dai fondamentali : qual è il senso del progetto europeo ? A cosa serve l'Europa ? Le organizzazioni della società civile italiana devono dare un loro contributo alla Conferenza. Mai più “Brussels speak to Brussels”. Giulio Saputo (GFE - Consiglio nazionale dei giovani) ha espresso la convinzione che in un momento di crisi sistemica dell'assetto europeo, la chiave di volta sia il rilancio del progetto europeo e di una democrazia europea. Occorre alzare l'asticella delle richieste della società civile. Peraltro, non si può aspettare la scadenza della Conferenza per attuare le politiche europee basate sui Trattati esistenti (come la politica migratoria ed il Green New Deal contenute nel documento del Movimento europeo sulle dieci priorità). Filippo Di Robilant (Agenzia dei Diritti Fondamentali) – condividendo gli interventi di Ippolito e Sessa – ha sottolineato la necessità di applicare in priorità i valori fondamentali dell'Unione di cui all'art. 2 del Trattato, come lo Stato di diritto, prima di discutere di altre tematiche. Occorre mobilitare i cittadini, e i giovani in particolare, sui valori dell'Unione (anche attraverso l'iniziativa dei cittadini europei sullo Stato di diritto). Carmelo Cedrone (Laboratorio Europa/Eurispes) ha condiviso gli interventi precedenti, in particolare quello di Giulio Saputo. Il progetto europeo si sta logorando ma le Istituzioni continuano ad agire sull'attuale falsariga. Occorre dare risposte concrete e produrre risultati in materia di politiche europee e non dibattere il falso problema degli Spitzenkandidaten. Spetta alle organizzazioni della società civile presentare nuove proposte. Maurizio Melani (Università Link Campus) ha condiviso gli interventi di Ippolito e Valensise. Occorrono azioni dal basso e una contaminazione transnazionale. I temi prioritari sono lo sviluppo sostenibile, la politica migratoria e i rapporti con l'Africa. Tuttavia i Trattati attuali non sono più adeguati. Come realizzare un'integrazione differenziata ? Il rappresentante dell'ARCI (Franco Uda) ha notato che i risultati elettorali hanno provato la perdita d'influenza dei corpi sociali intermedi. Occorre trovare nuovi modi di partecipazione e un'idea forte sull'Europa. I temi delle politiche sono prioritari rispetto a quelli istituzionali. Armando Barucco (Ministero Affari Esteri) ha condiviso il parere che i temi istituzionali vengono dopo le politiche da attuare. Tra le priorità della Conferenza dovrebbe esserci l'Europa dei valori ed il benessere dell'Unione europea che è legato alla sua competitività sul piano mondiale. In materia di tematiche, ha citato l'educazione e l'innovazione tecnologica. Solo a partire dai contenuti si può realizzare un'integrazione differenziata. Michele Gerace (Scuola sulla Complessità) ha parlato anche a nome della sua attività nelle scuole. Occorre coinvolgere i giovani, anche nelle periferie, sul progetto europeo che dovremmo voler realizzare. Il documento della Commissione europea sul futuro dell'Europa enumera cinque opzioni tra le quali scegliere ma non dice nulla sull'idea d'Europa che vogliamo perseguire. Ha lanciato un appello a favore di un'Assemblea costituente. L'Ambasciatore Bova si è dichiarato d'accordo per alzare il livello della riforma da proporre alla Conferenza. Occorre elaborare del materiale utile per i suoi lavori sui temi delle disuguaglianze (sociale, di genere, territoriale e tra generazioni), dell'ambiente e della politica migratoria. L'Ambasciatore Cangelosi ha notato che il Parlamento europeo - dopo aver affermato il suo ruolo rispetto ai governi sulla scelta dei Commissari - è l'organo deputato a proporre soluzioni in seno alla Conferenza. Spetterà poi ad un'Assemblea costituente il compito difficile di realizzare la riforma istituzionale. Guido Orlandini (ICLS) ha sostenuto che occorre rafforzare il progetto europeo comunicando più efficacemente ai cittadini, e ai giovani in particolare, i vantaggi dell'Unione europea. L'attuale comunicazione non regge il confronto con quella dei partiti populisti. Il programma della Commissione europea sull'Europa dei cittadini va ripensato e rafforzato finanziariamente. Silvana Paruolo (CGIL) ha condiviso l'idea che la disaffezione dei cittadini europei è dovuta alla mancata conoscenza dei vantaggi dell'integrazione europea. La riforma della governance europea è legata alle politiche. Occorre inserire nelle scuole l'insegnamento del progetto europeo. Giulio Pecora (giornalista) ha ribadito che occorre riuscire a comunicare le realizzazioni dell'Unione europea e coinvolgere i media come anche le Università in un progetto di comunicazione delle istanze della società civile. Claudio Cappellini (CNA) ha auspicato che si possano definire percorsi comuni con altre organizzazioni europee per un nuovo modello di sviluppo. Occorrono contributi di sostanza al di là dei temi istituzionali. Claudia Salvi (Europe Direct) ha chiesto di migliorare la comunicazione sull'Europa (anche diffondendo una Euronews all'interno dei telegiornali nazionali). Nicola Antonetti (Istituto Sturzo) ha condiviso l'idea di comunicare maggiormente le ragioni del progetto europeo. Ha ricordato che la Carta dei diritti fondamentali del cittadino europeo è stata approvata durante le guerre balcaniche. Occorre un governo europeo che dia risposte alle attese e rivendicazioni dei cittadini europei. Domenico Rizzuti si è espresso ugualmente a favore di discutere nella Conferenza il contenuto delle politiche (quali la politica migratoria e le disuguaglianze sociali). Ha ricordato al riguardo le dieci azioni prioritarie contenute nel Manifesto del Movimento europeo. Stefano Milia, che si è espresso in rappresentanza di VOLT Italia, ha definito come prioritari i temi della democrazia, della politica estera e dello sviluppo sostenibile. Volt Italia investe soprattutto nel definire nuove forme di partecipazione dei cittadini alla soluzione dei problemi che li riguardano. Giampiero Gramaglia (Infocivica) ha invitato il Movimento europeo ad assicurare un maggiore equilibrio di genere e a fornire una comunicazione più efficace sui temi europei. La disaffezione dei giovani è dovuta in gran parte alla mancanza di una nostra comunicazione appropriata. I contributi alla Conferenza dovrebbero portare sui temi dei diritti, del clima e delle migrazioni. Patrizio Caligiuri (CNEL) ha condiviso, in conclusione, le preoccupazioni dei partecipanti sullo stato del progetto europeo. Abbiamo dimenticato i vantaggi di essere cittadini europei. La Conferenza deve discutere in priorità il welfare europeo, i diritti dei cittadini e il cambiamento climatico (e non il metodo degli Spitzen o le liste transnazionali). Il metodo di lavoro deve essere transnazionale. Il CNEL è disponibile ad interloquire con il governo italiano e con il CESE sia sul metodo di lavoro che sui contributi di sostanza alla Conferenza.
4. Intervento conclusivo del Presidente Dastoli.
Nel suo intervento conclusivo, Virgilio Dastoli ha risposto a Giampiero Gramaglia che il Movimento europeo condivide il principio dell'uguaglianza di genere ma l'istituzione di un obbligo in tal senso dipenderebbe anche dalle associazioni membre dello stesso ME. Per quanto riguarda la comunicazione e l'informazione dei giovani, il ME ha già preso numerose iniziative, quali il “processo all'Europa” che ha permesso di sensibilizzare 4.500 studenti alle Istituzioni e politiche europee. Nel 2020 il ME-IT intende contribuire alla cosiddetta “Youth Cop” sul problema del cambiamento climatico. Riassumendo gli elementi di convergenza emersi dal dibattito, Dastoli ha preso nota delle perplessità sulle finalità della Conferenza e ha condiviso la necessità di recuperare il consenso dei cittadini europei discutendo in via prioritaria delle politiche dell'Unione e solo in seguito dei temi istituzionali. Tuttavia l'idea di convocare alla fine della Conferenza una Convenzione ex art. 48 del Trattato sarebbe una soluzione minimalista se si condivide l'idea che il PE dovrebbe assumere un ruolo costituente e proporre lui stesso un progetto di riforma dell'Unione (come fece Spinelli benché solo otto deputati europei avessero aderito inizialmente all'iniziativa del Club del Coccodrillo). Dastoli ha condiviso l'idea di fornire un contributo al governo italiano – di concerto con il CNEL e in collaborazione con gli altri che hanno aderito alla sua iniziativa – sul metodo di lavoro della Conferenza e si è proposto di elaborare una nota a tal fine. Ha ricordato come il ME abbia già elaborato delle proposte sul contenuto delle politiche europee distinguendo tra ciò che è possibile realizzare a Trattati costanti e ciò che richiede invece una modifica degli stessi. Ha ricordato infine l'idea di organizzare un incontro con il ME francese nel Febbraio 2020 sui temi di interesse della Conferenza (da estendere successivamente al ME tedesco 

  

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Scuola 2020 di Liberalismo di Roma – CXV

 

CALENDARIO DELLE LEZIONI

 

PRESENTAZIONE DEL CORSO ALLA LUISS – via Parenzo,11

mercoledì 16 ottobre 2019– Giovanni ORSINA: Liberalismo italiano, liberalismo europeo

 

PRESENTAZIONE DEL CORSO A ROMA TRE – via Gabriello Chiabrera, 199

martedì 22 ottobre 2019 ore 17 – Roberta A. MODUGNO: Capitalismo e libertà: teoria e storia dell'economia di mercato

 

Le altre 17 lezioni di questa 115esima Scuola - la 28esima nella Capitale - si terranno dalle ore 18 alle 20 presso la Camera di Commercio di Roma in via de’ Burrò, 147.

2019

giovedì 24 ottobre – Beppe FACCHETTI, Roberta A. MODUGNO ed Enrico MORBELLI: Che cos’è il liberalismo? L’idea liberale, fra storia e attualità

lunedì 28 ottobre – Tommaso Edoardo FROSINI: Il liberalismo come equilibrio dei poteri

giovedì 31 ottobre – Dino COFRANCESCO: Tutti gli equivoci sul liberalismo

lunedì 4 novembre – Giuseppe VEGAS: La crisi dei corpi intermedi e i suoi riflessi sulla politica attuale

giovedì 7 novembre – Rosamaria BITETTI: Questione meridionale: una prospettiva liberale

lunedì 11 novembre - Angelo Maria PETRONI: Popper e il liberalismo come metodo: alle origini della società aperta

giovedì 14 novembre - Guido LENZI: Le guerre commerciali e il ruolo dell’Europa

lunedì 18 novembre - Gaetano PECORA: La laicità in Gaetano Salvemini

giovedì 21 novembre Sandro GOZI: Le istituzioni europee: criticità e prospettive

lunedì 25 novembre - Carlo SCOGNAMIGLIO PASINI: Perché rileggere Adam Smith

giovedì 28 novembre Beppe FACCHETTI: Il liberalismo di Luigi Einaudi

lunedì 2 dicembre - Oscar GIANNINO e Veronica DE ROMANIS: I problemi della finanza pubblica

giovedì 5 dicembre - Pierluigi CIOCCA: “Siamo tutti keynesiani” (o no?)

lunedì 9 dicembre – Cinzia CAPORALE: Le nuove questioni bioetiche (a seguire, la

consegna delle tracce delle tesine)

giovedì 12 dicembre - Pietro PAGANINI: La società dell’ignoranza: metodo sperimentale vs. fake news per superare il pregiudizio

lunedì 16 dicembre - Guido STAZI e Antonio NICITA: Di chi sono i dati? La rivoluzione digitale tra privacy e proprietà: una prospettiva liberale

2020

lunedì 20 gennaio - Scadenza dell’inoltro delle tesine in formato elettronico all’indirizzo scuoladiliberalismo@teletu.it

lunedì 3 febbraio - Salvatore CARRUBBA: Ralf Dahrendorf: diversità contro uguaglianza (a questa ultima lezione seguirà la consegna delle borse premio e degli attestati di frequenza)  

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