agoraliberale

Partito politico membro di diritto del Consiglio Italiano del Movimento Europeo


  

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Nel giugno del 2009 morì Ralf Dahrendorf. Aveva 80 anni. Grande sociologo del ‘900, fu deputato liberale al Parlamento tedesco, poi ministro, quindi commissario europeo, direttore della London School of Economics, preside del St. Anthony College all’Università di Oxford, lord dal 1993 e infine, nell’ultimo trentennio, presidente d’onore dell’Internazionale Liberale. Per celebrare il decennale della scomparsa, si terrà un convegno alla Sala del Cenacolo della Camera lunedì 24 giugno dalle 17 alle 20.

LE IDEE di Dahrendorf indicano la via della riforma UE. Da farsi non con la lotta contro le disuguaglianze, bensì con istituzioni che, attente di continuo ai cittadini, valorizzino la loro diversità nell’interagire. Questo è l’essenziale. Uguali sono solamente i diritti di ogni cittadino, appunto per consentire a ciascuno di esercitare la propria diversa personalità.

LIBERALISMO contro SOCIALISMO. Le differenti impostazioni di socialismo e liberalismo emergono dal percorso di Dahrendorf. Figlio di un deputato SPD, aderì dapprima in quel partito e contribuì a scrivere il programma di Bad Godesberg (1959) che abbandonò il marxismo per una piattaforma democratico-riformista. Tuttavia l’interventismo economico permaneva pure lì (“la proprietà privata dei mezzi di produzione va difesa nella misura in cui non intralci lo sviluppo di un equilibrato ordinamento sociale” e “la proprietà collettiva è una forma legittima ed irrinunciabile di pubblico controllo”).

SUL RUOLO DEL CONFLITTO nella società, Dahrendorf uscì dal SPD e passò tra i liberali. Il conflitto non è un limite. Lo è solo quando si irrigidisce al di fuori del confronto tra cittadini individui secondo le regole; altrimenti è un momento di libertà politica. Sull’argomento scrisse libri rimasti nella storia del pensiero, e chiese espressamente che i progetti uscissero dall’utopia. Il che è fattibile solo con la rinuncia politica ad imporre un ordinamento a prescindere dai fatti sperimentati. Appunto la tesi liberale.

LIBERTÀ POLITICA. Dahrendorf ammoniva che il problema cruciale della globalizzazione è mettere insieme benessere economico, coesione sociale e libertà politica. La libertà politica viene innanzitutto, purché si applichi di continuo alle condizioni di ogni cittadino e al loro libero interagire. Un equilibrio del genere non si trova in una definizione ideologica o religiosa, ma persistendo nel costruire la società aperta continuamente scossa da individui in competizione. Per i liberali non esistono diritti collettivi.

I DIRITTI sono appannaggio dei singoli individui e spesso li proteggono dai cosiddetti rappresentanti. Gli equilibri si trovano in istituzioni vicine alla realtà quotidiana, per dar modo di convivere nella diversità e per respingere i tentativi di normalizzazione.

L’EUROPA ALL'ORIGINE Diversa nel partire dalle diversità dei componenti, diversa nell’usare il metodo passo a passo e non dell’unità.

L’EUROPA OMOGENEA. In seguito nell’UE è prevalsa la propensione a ricercare l’unità che annulla le diversità. Hanno prevalso gestioni burocratiche, impositive, elitarie e sempre meno attente ai cittadini di fronte ai mutamenti accelerati dalla globalizzazione. Col. Tempo gli ammonimenti di Ralf Dahrendorf si sono rivelati ineludibili.

DOMANI. L'Unione Europea del dopo 26 maggio dovrà rinnovarsi e accettare di essere l’UE dei cittadini diversi, che decidono il da farsi non per compiacere il conformismo elitario ma in base ai risultati. Questa è la risposta più efficace alle sfide internazionali dell’intelligenza artificiale e della competizione commerciale. Non averla data ha fornito il propellente al sovranismo. Per i liberali, stare nell’UE non va mai confuso con l’assenso alle politiche burocratiche degli ultimi decenni.

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