agoraliberale

Partito politico membro di diritto del Movimento Europeo - Italia


Tatuaggi alla Vacinada....

ed aboliamo anche il Concordato

 

Per i Wagner dei PC, per i Benvenuto Cellini degli hi phone, per i Niccolò Paganini dei tablet, può andare bene così: la politica come clamore, rissa o suadente persuasione che sia, anima i social e rende incandescenti tutte le tastiere.

per la Politica, quella seria, le cose stanno in modo diverso.

C'è una lettera del 15 gennaio 1959 scritta da Luigi Einaudi ed indirizzata ad Andreotti ove si legge: " .... altri non amano vedere nella scena posti problemi filosofici o politici o sociali, sia perché a problemi debbono far fronte nella via quotidiana, e sia perché gli scrittori divulgati di commedie e di drammi sono chiaramente disadatti a porsi e sopra tutto a risolvere problemi i quali non siano futili... " figuriamoci cantanti e comici.... Grillo docet.

La verità è che Fedez e Zalone, così come Grillo e molti altri, devono ceretamente esser liberi di cantare o dire ciò che desiderano: il problema è che la gente dovrebbe smetterla di recepire acriticamente messaggi frutto di una elaborazione fragile e, sopratutto, che la classe politica dovrebbe smetterla di occuparsi di ciò che dicono i personaggi dello spettacolo quando fanno spettacolo.e, spesso, anche quando concedono interviste finalizzate ad esplorare il loro punto di vista, non solo su delicati temi politici ma sull'intero scibile umano. 

 03 Maggio 2021                                                                    Pasquale Dante

 

aggiornamento al 23/06/2021

 

Fedez, con un messaggio Urbi et Orbi riportato persino dall'ANSA avverte il Governo italiano che sarebbe ora di abolire il Concordato. Il Santo Padre, che è persona seria, gli toglierà l'amicizia....

 

 

E' con tristezza che comunichiamo la scomparsa di Hans van Baalen, presidente del partito ALDE, che ci ha lasciato giovedì 29 aprile, dopo una breve malattia all'età di 60 anni.

Liberale appassionato e impegnato, Hans van Baalen ha servito il suo Paese e il liberalismo globale attraverso una brillante carriera politica come membro della Camera dei rappresentanti olandese (1999-2009), come membro del Parlamento europeo (2009-2019), come presidente del Liberal Internazionale (2009-2014) e presidente del partito ALDE (2015-).

Si tratta dunque di una ennesima gravissima perdita per tutti i Liberali

Agorà Liberale esprime sentimenti di profondo cordoglio a tutti i familiari.

30 aprile 2021

 

Soccorso rosso

Cari amici liberali,

Il crollo del muro di Berlino ha rotto il complesso di interessi politici contrapposti in favore dei quali Uomini di Stato d'opposte fazioni s'erano dati battaglia, qui in Italia, sin dal secondo dopoguerra.
Il povero Occhetto, in quegli anni, cercò di spiegare che sarebbe stato opportuno inventare qualcosa di nuovo, ma non ebbe successo, tuttavia, qualcosa si mosse.
Parte della magistratura si accorse, improvvisamente, che i Partiti Politici usufruivano di finanziamenti illeciti decretandone la fine.
Le indagini misero all'angolo DC PSI ed i Partiti Laici minori: per il resto, si preferì sorvolare sulle faccende, certamente non trascurabili, gestite dal PCI che potè prendere respiro, riflettere ed organizzarsi.
Stando così le cose, mentre tutti i Partiti Politici tradizionali chiudevano i battenti, nascevano due nuovi poli di aggregazione, l'uno di centro destra, guidato con l'entusiasmo del neofita da Berlusconi, l'altro, di centro sinistra, abilmente controllato dai navigati dirigenti del vecchio PCI.
Durante questi 30 lunghi anni, a parte il tentativo di Rutelli di dare voce ad una formazione più attenta alla moderazione centrista, il ceto medio è stato privo di rappresentanza politica ed è stato massacrato.
La fascia intermedia fra ricchezza e povertà, negli ultimi 30 anni, s'è ridotta dal 40% al 20% , con regressione del 20% ad un tenore di vita ormai equiparabile a quello dei meno abbienti.
E' probabile che il ceto medio abbia meritato la sorte che gli è piombata addosso, visto che le percentuali raccolte dai pentastellati riguardano solo in parte trascurabile consensi sottratti ai due poli.
D'altra parte, la classe politica di riferimento del ceto medio, non è stata capace di offrire un progetto politico aperto alle ragioni della borghesia produttiva, fermo restando che non vi sarebbe stata necessità di un De Gasperi per mettere in ridicolo personaggi come Grillo.
Bene, ciò premesso, la pandemia promette di radere al suolo ciò che resta del ceto medio, ormai destinato ad accrescere i tanti che sopravvivono solo grazie a provvedimenti assistenziali, ma è proprio questo il punto.
Il fuoco rosso che alimenta tutti i provvediemnti assistenziali ( reddito di cittadinanza ed altre stupefacenti trovate per far crescere il disinteresse verso il lavoro), determina aggravio del bilancio e crea la costante diminuizione delle risorse economiche da destinare ai ministeri che si occupano di cose serie.
Quanto precede, già oggi determina l'insopportabile degrado in cui versa ogni pubblica funzione, dalla Sanità alla Giustizia passando per l'istruzione ed a parte i disservizi riguardanti il trasporto e la manutenzione delle Opere Pubbliche.
Fra non molto, con la crescita della povertà e della domanda di assistenza, il nostrro Paese sarà paragonabile, riguardo le condizioni di vita, a quelle che guardavamo, con tristezza, essere presenti in Unione Sovietica prima della perestroika.
Ma - qui è il monito - tutto questo non può dispiacere alla sinistra poichè è del tutto naturale che il voto dei bisognosi sarà necessariamente indirizzato a chi dell'assistenzialismo è artefice e strenuo difensore.
Salvini, la Meloni, Berlusconi ed i loro consiglieri e supporter di centro destra, naturalmente portati a difendere le ragioni e sopratutto gli interessi del grande capitale che si arricchisce appropriandosi di buona parte del danaro immesso sul mercato per l'acquisto di derrate alimentari e di altri beni non sempre di prima necessità, non si sono ovviamente resi conto del nuovo corso socio economico favorevole alle sinistre ed agevolato dalla crisi pandemica.
Nessuno avverte che la crescita dei consensi per Salvini e la Meloni è un effetto solo temporaneo e dipendente dalla reazione alle chiusure impostre dalla pandemia.
Quando la maggioranza assoluta degli elettori sarà davvero con l'acqua alla gola,
l'unico rimedio possibile rimarrà quello assistenzialistico promosso dalle sinistre che potranno così realizzare il progetto politico di riferimento, ovvero quello di distruggere l'economia e l'imprenditoria privata per delegare tutto al pubblico.
Per adesso, chi ha un buon conto in banca e capitali, non si accorge delle conseguenze politiche incombenti e di cosa potrà accadere quando, ottenuta la maggioranza assoluta alle Camere, il Governo delle sinistre troverà mille occasioni per ridurre a zero ogni risorsa che abbia riferimento al privato.
Per fugare ogni dubbio al riguardo, basti pensare, già oggi, al blocco generalizzato degli sfratti senza la previsione di un controllo da parte del Giudice dell'Esecuzione sul reale stato di necessità dell'esecutato e sulle ragioni dell'esecutante, ed alla erogazione del reddito di cittadinanza con onere per lo Stato di reperire opportunità di lavoro quando sarebbe stato logico porre a carico del beneficiato almeno l'onere di attivarsi, reperire ed indicare un datore di lavoro disponibile all'assunzione, così rendendo l'erogazione utile sia al datore di lavoro che al lavoratore oltre che alla crescita produttiva ed alla lotta al lavoro in nero.
Poichè soluzioni equilibrate ed elementari quali quelle appena riassunte come esempio sono state disapplicate in quanto politicamente sconvenienti, il disegno politico di riduzione del ceto medio a condizioni vicine a quelle della povertà è dato certo.
Al momento, la ricchezza consente l'acquisto di immobili e di potenti autovetture a prezzi stracciati insieme ad altre mille opportunità di investimento foriere di lauti guadagni.
Ma, ne siano certi i benestanti: appena la sinistra avrà ottenuto il controllo politico sulle Camere e sul Governo, sarà su di loro che si abbatterà la scure della patrimoniale e di un carico fiscale adeguato alle nuove, enormi, necessità assistenziali cui il Paese sarà ormai abituato ed irrimediabilmente gravato.
5 aprile 2021                                                                                              Pasquale Dante

 

RALPH DAHRENDORF UN SOCIOLOGO  

LIBERALE IN CONFLITTO CON L’AUTORITA’

 

di Pasquale Dante

Nato ad Amburgo il primo maggio del 1929, Ralph Dahrendorf  si è spento il 17 giugno 2009, subito dopo avere compiuto gli ottanta anni di una vita di intenso amore per gli studi filosofici e sociologici, coronati con importanti riconoscimenti internazionali sia  sul piano accademico che su quello politico, ove ha lasciato una traccia indelebile nel liberalismo internazionale.
Sul piano accademico, lo ricordiamo professore di sociologia ad Amburgo, Tubinga e Costanza dal 1958, dal 1974 al 1984 direttore della London School of Economics e dal 1987 al 1997 Amministratore  del St. Antony College presso l’Università di Oxford, sul piano politico lo ricordiamo parlamentare liberale tedesco negli anni 1969 e 1970, Segretario di Stato del Ministero degli Esteri Tedesco e componente della Commissione Europea a Bruxelles dal 1970, Presidente d’Onore di Liberal International quando ne era Presidente Giovanni Malagodi, ed infine, sino ad oggi, Patron della stessa Associazione. Acquisita la cittadinanza britannica dal 1988, nel 1993 fu nominato Lord a vita dalla Regina Elisabetta II e nel 1997, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione, fu chiamato a presiedere il Congresso dell’Internazionale Liberale.
E’ evidente che, come liberali, dobbiamo molto a Ralph Dahrendorf per il contributo che Egli ha offerto, come uomo, come filosofo e come sociologo alla evoluzione del nostro pensiero.
L’Uomo Dahrendorf, a mio sommesso avviso, lo si scopre rileggendo il prologo  da Lui tenuto alla Bocconi, in occasione dei cento anni della fondazione della Scuola.

In quella circostanza, egli ha rammentato con commozione il 1947 ed i suoi primi anni da studente presso l’Università di Amburgo, precisando innanzi tutto, che per i genitori operai l’università era rimasta un sogno lontano.
E nel seguire le sue prime lezioni, che erano quel sogno a lui concesso, a volte anche seduto sul davanzale della finestra dell’Aula o sul pavimento accanto al Docente dato il sovraffollamento e la mancanza di strutture,  si riteneva comunque protagonista di una grande, meravigliosa avventura della mente.
Passione quindi per la conoscenza, ed approfondimento degli Studi come opportunità per sostenere il processo di crescita civile ed economica delle Nazioni.
Sul piano politico, filosofico e sociologico Dahrendorf, feroce oppositore di quanti consideravano la Libertà una semplice espressione verbale priva di contenuti politici conseguenti, ha elaborato una importante teoria dinamica del pensiero liberale, avversa al liberismo fondato sul capitalismo di debito  ed attenta alla necessità di promuovere un mercato nuovo, entro il quale contemperare i legittimi interessi dei possessori di beni con quelli dei Cittadini consumatori di quegli stessi beni , evitando che questi ultimi potessero essere influenzati dai loro processi produttivi.

In questa lucida visione dei pericoli del mercato dominato dal primato del potere, dal forte condizionamento che esso esercita attraverso una visione coercitiva e relazionale fra i diversi gruppi dominanti  in un contesto normativo ideato ed  emanato per affermare criteri ed indici di “desiderabilità” del prodotto, Dahrendorf denunciava il nuovo conflitto di classe  fra i potentati detentori del potere legittimo, che lo sfruttano anche normativamente per indirizzarlo e comprimere ogni dissonanza,  ed  ogni sfera sociale destinata alla ricezione di quegli ordini.

Queste riflessioni, che ho sentito il desiderio di riassumere osando forse troppo,  sono il concentrato del ricco patrimonio che Ralph Dahrendorf  lascia ai Liberali del nostro Pianeta.

Superfluo avvertire come, proprio in Italia, ove il nuovo conflitto avvertito da Dahrendorf  si manifesta giorno dopo giorno in tutta la sua potenzialità distruttiva, i liberali non abbiano ancora colto l’importanza di quella felice ed attualissima intuizione, unendo le loro forze per denunciarne i pericoli: tuttavia, ancora una volta con Dahrendorf, siamo costretti a registrare che per alcuni, la Libertà rimane una pura e semplice espressione verbale di comodo che,  nonostante priva di contenuti politici, assolve quanti ritengono di militare in formazioni ideali che ad essa si richiamano, svolgendo così il poco nobile ruolo d’utili idioti asserviti al neo capitalismo autoritario da cui ricevono l’ordine perentorio di smetterla di pensare, riuscendovi per altro, senza sforzo ed alla perfezione

  

 

STARE IN EUROPA

di Pasquale Dante 

26 aprile 2019

 

Diciamolo francamente, noi Italiani ci amiamo ed in questo non facciamo eccezione alla regola: in molti si amano, il problema è che noi ci corrispondiamo appassionatamente.
Riusciamo ad amarci girovagando per Città sporche, trasandate e piene di buche, riusciamo ad amarci anche quando scansiamo le pallottole che ormai volano per aria come fossero coriandoli lanciati da bambini festosi nei giorni di carnevale, riusciamo ad amarci anche quando siamo costretti a convivere con la mafia la ndrangheta la sacra corona unita ed ogni altra diavoleria nelle sue mille sfaccettature, riusciamo ad amarci nonostanti consapevoli della corruzione, arte nell'esercizio della quale superiamo le capacità dei maestri della pittura rinascimentale e, per non farla lunga, ci amiamo appassionatamente al punto di dare ai Salvini ed ai Di Maio le responsabilità politiche, non della Svizzera, dove anche con un Governo dedito ai lazzi del goliardismo più deteriore le cose andrebbero bene lo stesso, ma di un Paese come quello appena descritto.
Ciò pèremesso, da qualche tempo, non sensa bisticciare con i congiuntivi, che è quanto dire, da più parti politiche si ritiene utile e producente prendere le distanze dall'Europa, come se tutti i problemi sopra riassunti fossero, non frutto di nostra inciviltà, ma diretta discendenza dalla scellerata decisione di adervi.
Stiamo scherzando?
Qui bisognerebbe ringraziare, se non tutti, la maggior parte dei Paesi Europei, per la clemenza a noi concessa nel tenerci all'interno di un contesto civile: tuttavia questo è il mio personale pensiero, poichè, stando alle preferenze raccolte da sovranisti e populisti, la maggioranza degli Italiani ( votanti) sembrerebbe pensarla in modo diverso.
Prevedo imminenti disastri, ma state tranquilli, siamo pur sempre in Italia ed al risarcimento dei danni provvederà uno dei soliti condoni.

  

Lo avevamo previsto:

3 maggio 2019 - ANSA 

 Spari tra la folla a Napoli: 3 feriti, grave una bimba

 

17 luglio 2019 - ANSA

 

Doppia 'stesa' la scorsa notte a Napoli.

Due raid intimidatori con spari all'impazzata si sono verificati in due zone della città. Due bossoli sono stati ritrovati alla Sanità, davanti alla chiesa nella piazza dove fu ucciso per un'altra stesa, il giovane Genny Cesarano vittima innocente di un raid di camorra. Altri otto bossoli sono stati invece ritrovati in piazza Materdei. Tutti i bossoli sono calibro 9 x 21. Su entrambi i fatti indaga la Polizia. Non si esclude che possa trattarsi della stessa banda ad essere entrata in azione: i due posti non sono lontani l'uno dall'altro

 

14 settembre 2019

 

Un uomo di 31 anni è stato ferito ad una gamba a colpi d’arma da fuco in via Acton, a Napoli. E’ ricoverato all’ospedale “Loreto Mare”: le sue condizioni non destano preoccupazioni.

L’episodio si è verificato intorno alle 5 di questa mattina. 

L’uomo ha riferito che era bordo della sua auto quando ha avuto una discussione con altri automobilisti. Uno di questi ha estratto una pistola e lo ha ferito. Indaga la polizia.